La fotografia nell’era di Internet
Quali sono le cause del decadimento e svilimento della fotografia contemporanea ? La materia domina incontrastata sulle idee, il sopravvivere sul vivere, le cose sulle persone, e le azioni sono subordinate all’ottenimento di vantaggi materiali, ad ogni livello. Anche le emozioni sono diventate oggetti da vendere o barattare, e una fotografia si giudica per le sue dimensioni in bytes e la perfezione tecnica, non per ciò che rappresenta. Il tempo è quella fastidiosa attesa che bisogna subire per realizzare la fotografia. Che ci vuole a scattarne una con i meravigliosi apparecchi digitali moderni? Niente, come niente ci vuole a scaricarla sul nostro computer. Qualche soffice clic del mouse per ritoccare le imperfezioni della realtà, ancora qualche secondo per pubblicarla sul Web e mostrarla al mondo intero…e che valore ha un lavoro svolto con questa facilità ? Al massimo una o due pacche sulle spalle, quelle che daremmo al nostro figlioletto mentre si trastulla con un giocattolo nuovo. Lo spazio, dal canto suo, si è ristretto, perché siamo diventati tanti, tantissimi a fare le stesse cose. E’ nata la democrazia dell’immagine, fondata sull’entusiasmo, la partecipazione e l’ignoranza, dai sentimenti che sempre accompagnano la giovinezza: l’impulsività, la sperimentazione banale, la logica elementare del due più due quattro. E allora avanti con le banche d’immagini che vendono fotografie a un euro, offerte di servizi gratuiti, prostituzione e lotta tra poveri per realizzare il dépliant o il reportage turistico all’amatriciana. Troppo pessimismo? Forse sì, ma non è un caso se l’immagine televisiva “mordi e fuggi” è diventata la descrizione ufficiale del pianeta. La fotografia oggi è, come ha osservato Oliviero Toscani, l’aristocrazia dell’immagine. Per essere compresa vuole quell’attenzione che pochi, oramai, sembrano disposti a concederle.
27 dicembre 2008

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