Ciao !

Dovrei raccontare qualcosa di me…ma dopo breve riflessione, ho deciso di risparmiarvi la mia biografia. Descrivere sé stessi è un’operazione sempre un po’ ridicola, e sicuramente noiosa. Posso dirvi però che mi considero un introverso-contemplativo, nel senso che amo guardare in silenzio quello che mi circonda, e per questo mi trovo bene nel mio abito di fotografo. Ho avuto una scuola fotografica classica. Il mio insegnante ha speso tempo e fatica per ficcarmi in testa pochi, essenziali concetti: uno,  gli artifici della tecnica sono poca cosa, non servono per creare belle immagini. Due, tutto quello che serve è senso della luce, gusto compositivo e molta curiosità. Tre, sii invisibile.  Queste sono le regole che seguo ancora oggi, dopo più di vent’anni di mestiere. Va da sè che i fotografi che più ammiro sono quelli che hanno una tecnica essenziale, unita a senso critico,  acume ed intelligenza. Edward Weston, Henry Cartier-Bresson, Helmut Newton, Irving Penn, Gabriele Basilico, Ferdinando Scianna, Gianni Berengo Gardin. Tendo sempre ad essere semplice e diretto durante la ripresa, e oggi uso Photoshop come ieri facevo mascherature e sovrasviluppi in camera oscura, senza alterare mai l’immagine nei suoi valori fondamentali. La mia filosofia professionale è tutta qui, condita a volte con un pò di ironia e leggerezza.