La post-produzione

Il più grande equivoco creato dalla fotografia digitale è l’idea che con il computer si possa fare tutto ad un’immagine. Questa è una stupidaggine alimentata dalla pubblicità di chi vende macchine fotografiche e dall’illusione di chi le compra. Pensare di essere un fotografo solo perché si possiede l’ultimo modello Nikon o Canon è un’opinione molto diffusa. Il metodo consigliato è più o meno questo: scattate moltissimo, tanto non costa niente, poi col computer scegliete le fotografie migliori, e le ritoccate! Peccato che nel ragionamento  non si tenga conto di un fattore fondamentale: il tempo. Spesso le azioni da fotografare avvengono in un istante, che non si ripete. Il soggetto si muove, la luce cambia continuamente, e nove volte su dieci la fotografia deve essere rubata. Per questo nessun software di fotoritocco potrà mai trasformare un’immagine insulsa in una bella fotografia. Potrà renderla decente forse, a patto di conoscere Photoshop molto bene, e impiegare molto tempo per correggere tutti quegli errori che, per ignoranza o pigrizia, si sono fatti durante le riprese. Ed ecco spiegato il mio approccio al fotoritocco (o post-produzione, o editing): massima attenzione alla ripresa fotografica, e minimo intervento con Photoshop. Questo non significa che preparare un servizio di matrimonio per la stampa finale richieda poco tempo, anzi! Per ottimizzare luci e contrasti, perfezionare le inquadrature, eliminare piccoli difetti ed elementi di disturbo, e dare un certo stile a tutto l’insieme sono necessarie molte ore, da dividere in diversi giorni, per non rovinarsi la vista !