RICORDI DI UNO SMEMORATO

Ho iniziato a fotografare a diciott’anni, con una Pentax MX. Era un vero spasso andarsene in giro tutto il giorno, e puntare la macchina fotografica verso qualsiasi cosa attirasse la mia attenzione: il mare, i miei genitori, gli amici , le ragazze. Tutto era un pretesto per scattare, per scambiare una parola, per conoscere qualcuno. E poi la camera oscura: passare le notti ascoltando la radio, con la luce rossa, l’aria satura di vapori di idrochinone, acido acetico, fumo di sigaretta, la magia del’immagine che si formava lentamente sotto i miei occhi, distorta dal liquido ondeggiante, nella bacinella di sviluppo. Quando il sonno cominciava a farsi feroce accendevo la luce, ed ero circondato da rettangoli di carta gocciolanti. Fantastico. Accesa l’ultima sigaretta passavo ancora qualche minuto a valutare il mio lavoro, che giudicavo quasi sempre…eccellente! Timido, ignorante e senza esperienza, non avevo alcuna certezza allora. L’unica cosa di cui mi fidavo era il mio “istinto estetico”, chiamiamolo così. Il mio insegnante, un eccentrico fotografo sanremese in pensione volontaria, mi insegnò la differenza tra “guardare” e “vedere”, la tecnica fotografica di base, il senso dell’inquadratura e soprattutto a maneggiare la luce, capire il suo linguaggio, valutare la sua qualità, conoscerla e riconoscerla in ogni luogo e in ogni momento della giornata. Devo dire che questo è stato il miglior regalo che ho ricevuto nella vita. Mi ha permesso di scoprire tanti aspetti della realtà, perché fotografando una persona, un paesaggio o anche dei semplici oggetti si  impara moltissimo sulla loro essenza, su ciò che li rende unici, importanti, e si impara molto anche su noi stessi. Ogni volta che si fa “click” bisogna farsi delle domande, e trovare delle risposte, attivare il nostro istinto, tutta la nostra sensibilità e tutta la nostra conoscenza; insomma, imparando a fotografare si impara a scoprire il lato nascosto delle cose. Fotografo per mestiere, per hobby, per fuggire, per divertirmi. Per mettere in ordine le mie impressioni, i miei ricordi.

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