Cinque miliardi al giorno

Silhouettes di persone in controluce mentre scattano delle fotografie a dei bambini con gli smartphone.

Bordighera, 7:09 AM

Con gli smartphone, ogni giorno nel mondo vengono scattate all’incirca 5 miliardi di fotografie. In poco più di dieci anni abbiamo trasformato lo scattare foto da atto occasionale, spesso eseguito esclusivamente in vacanza o in eventi importanti, in una delle attività quotidiane più massicce dell’umanità. Ma è improprio, errato, chiamare fotografie i puntini luminosi che formano un’immagine su uno schermo. Perdendo la sua fisicità -la stampa su carta, un costo proporzionato alla dimensione- l’immagine ha perso la sua caratteristica più evidente: quella di durare nel tempo, di essere presente nella realtà, nella vita delle persone, anche se chiusa in un cassetto o in un album.

Profilo di donna in piedi su uno scoglio nell'atto di fare un selfie.
Selfie, Bordighera, 6:16 AM

Avere 10000 immagini in una memoria digitale sotto forma di segnali elettrici è come non averne nessuna. L’iperproduzione compulsiva di queste cosiddette “fotografie” ha ridotto ai minimi termini la capacità di scegliere, di selezionare i momenti che meritano di essere riconosciuti, ricordati. Fare fotografie rimane un potente veicolo per conoscere meglio noi stessi, riflettere sulle cose che ci circondano, sviluppare i nostri sensi, riflettere sul mistero del tempo.

Profilo di uomo in lontananza che guarda uno smartphone.
Selfie, Bordighera, 7:04 AM

Ma tutte queste potenzialità non esistono per chi impugna lo smartphone in ogni dove e in ogni momento, per fissare immagini da consumare e dimenticare nello spazio di una giornata, se non di un’ora o un minuto. Non credo che la situazione cambierà. Tecnica, insieme a sua sorella tecnologia, hanno conquistato il dominio assoluto, e chi se ne frega della ricerca di senso, gusto, bellezza e, permettete la parolaccia, cultura.

Un commento su “Cinque miliardi al giorno”

  1. Sento il travaglio che tormenta la tua anima di fotografo. I cambiamenti che ci aspettano sono tali che non vi sarà più alcuno spazio per la memoria.

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