La realtà, posto notoriamente scadente nel quale vivere, ha superato -ancora- la fantasia. Non avrei mai potuto immaginare che Photoshop sarebbe diventato uno strumento artigianale, umile, tradizionale, usato solo da una nicchia di professionisti. Eppure oggi è così. Le “fotografie” tra virgolette possono essere generate da chiunque, anche senza aver mai visto una macchina fotografica, digitando il “prompt” giusto, ovvero una domanda testuale ad un motore di intelligenza artificiale. Se il risultato non è soddisfacente, si possono richiedere le opportune modifiche, e senza avere l’obbligo di alzarsi dalla sedia, premere il pulsante di scatto e rifinire poi la propria immagine con Photoshop o un altro software del genere, si arriva a dare vita ad un’immagine

Bella? Brutta? La bellezza è un concetto relativo, legato al gusto personale, alla moda e alle mode del proprio tempo e luogo, come del resto è sempre stato, anche con le fotografie analogiche. Tutto bene? Sto cercando di farmene un’idea, di conoscere lo strumento. A quanto leggo, si arriverà a fare non solo le fotografie -questa è la realtà già da un pezzo per quanto riguarda video e spot pubblicitari- ma anche i film, dai più modesti ai kolossal, clonando a più non posso starlette e grandi attori. Il dibattito online è quotidiano, e nessuno sa se questa rivoluzione sarà un nuovo Rinascimento visuale oppure la parola fine per chi, per abitudine o per nostalgia, si ostina a portare all’occhio una scatoletta nera che si chiama macchina fotografica.



