Non so perchè mi piacciono tanto i vecchi ponti, e i ponti in generale. Forse per la linea arcuata, sensuale, quell’arco di cerchio che ha un qualcosa di magico, di incredibile. Mi domando come una cosa tanto pesante possa comunicarmi una sensazione di leggerezza, levità, di pura bellezza. Sicuramente sarebbero piaciuti a Bruno Munari, per la loro essenzialità, semplicità, il risolvere un problema -passare da una sponda all’altra- con un progetto architettonico senza fronzoli, senza alcuna decorazione e ciò nonostante, risultare bellissimi e adatti. Il ponte che vedete nelle fotografie mi piace particolarmente, e quando posso lo vado a trovare, si trova sotto il paese di Glori, in valle Argentina. Come penso facciano in molti, ho dei luoghi nei quali mi sento particolarmente bene, luoghi che ho come dire, eletto a miei luoghi del cuore. Questo piccolo ponte è tra i più belli che conosco, e certo mi dispiacerebbe se facesse la fine di quello di Fanghetto, in val Roja. In ogni caso, non ho nessun altro modo per conservarlo, fotografarlo, questo so fare, sperando che il mio vecchio amico di pietra resista ancora molti anni alla violenza dell’acqua e all’ incuria degli uomini.








